Tende glamping illuminate di notte sotto un cielo stellato, con un falò acceso davanti

Glamping sostenibile: quanto è davvero ecologico? (Dati 2026)

Guide — Mercato e tendenze

"Glamping" e "viaggio sostenibile" sembrano fatti per andare insieme — strutture in tela, costruzioni a basso impatto, contatto diretto con la natura — ma la realtà del settore è più sfumata. Alcune strutture sono effettivamente costruite attorno a energie rinnovabili e materiali a basso impatto; altre usano la parola "eco" soprattutto come leva di marketing. Ecco cosa dicono davvero i dati di settore più recenti su quanto il glamping sia diventato sostenibile, e cosa resta ancora più promessa che pratica.

Le certificazioni eco sono cresciute rapidamente, ma non sono universali

Secondo i dati di settore raccolti da Market.us, circa il 70% delle strutture glamping possiede oggi una qualche forma di certificazione eco, come Green Tourism o EarthCheck, contro circa il 50% del 2020. È un salto significativo, ma significa anche che circa tre strutture su dieci operano senza alcuna verifica di sostenibilità da parte terzi — un dato da controllare prima di dare per scontato che l'etichetta "glamping" implichi di per sé un'attenzione ambientale.

L'energia solare sta diventando la norma, non l'eccezione

Gli stessi dati mostrano che circa il 60% delle strutture glamping usa oggi energia solare in qualche forma, e circa il 40% si affida al solare come unica fonte elettrica — un cambiamento notevole per una categoria ricettiva che un decennio fa era perlopiù off-grid per necessità, non per scelta progettuale. Le strutture più recenti vanno oltre: entro il 2025 si stimava che il 30% delle nuove aperture glamping integrasse pannelli solari, sistemi di compostaggio e materiali da costruzione eco-compatibili fin dall'inizio, invece di aggiungere la sostenibilità in un secondo momento.

Il monitoraggio delle emissioni si sta diffondendo, ma la rendicontazione resta indietro

Market.us riporta anche che circa il 75% delle strutture glamping oggi monitora in qualche modo le proprie emissioni di CO2, anche se solo circa il 50% arriva a pubblicare un report di sostenibilità annuale. In pratica, questo significa che la maggior parte dei gestori misura il proprio impatto internamente, senza necessariamente rendere quel dato pubblico o confrontabile tra strutture — un elemento utile da tenere a mente se si vuole capire quanto sia davvero "green" una struttura specifica al di là del suo materiale di marketing.

La domanda è davvero guidata da viaggiatori attenti alla sostenibilità

Non si tratta solo di posizionamento dal lato dell'offerta. Le indagini di settore citate da Market.us indicano che circa il 62% dei millennial preferisce viaggi eco-compatibili, e circa il 49% dei viaggiatori all'aria aperta sceglie oggi specificamente un alloggio outdoor di fascia alta con credenziali di sostenibilità invece di un hotel tradizionale. In parallelo, i report sul mercato nordamericano (via GlobeNewswire) indicano Millennial e Gen Z come i principali motori della crescita del glamping, attratti in particolare dalla combinazione di esperienze immersive nella natura e comfort — la sostenibilità è sempre più parte di quell'aspettativa, non una nicchia separata.

Cosa significa in pratica se la sostenibilità conta per la tua prenotazione

In pratica: verifica che ci sia una certificazione eco specifica, non solo la parola "eco" nel nome, cerca indicazioni precise sulla fonte energetica (solare, rete elettrica, generatore) nella descrizione della struttura, e considera un report di sostenibilità pubblicato un segnale più forte di una generica dichiarazione d'intenti. Il settore ha fatto, negli ultimi cinque anni, molta strada verso una sostenibilità reale, ma — come per gran parte del turismo — l'etichetta da sola non è ancora una garanzia. Chi cerca prima di tutto il prezzo più basso può consultare anche la nostra guida ai prezzi del glamping in Italia, mentre per il quadro generale del mercato italiano rimandiamo ai dati raccolti in La crescita del glamping in Italia.

Come riconoscere il greenwashing: 6 domande da fare prima di prenotare

Un glamping davvero sostenibile sa rispondere con precisione. Prima di prenotare, scrivi alla struttura (basta un messaggio) e chiedi:

  1. Quale certificazione ha, e posso vederla? Un nome specifico (Green Tourism, EarthCheck, Ecolabel UE) e un numero o un link verificabile valgono molto più di un generico "eco-friendly".
  2. Da dove arriva l'energia? Solare, rete elettrica o generatore a gasolio cambiano parecchio l'impatto reale del soggiorno.
  3. Come gestite acqua e rifiuti? Cerca raccolta differenziata vera, compostaggio, scarichi trattati e un uso dell'acqua limitato (docce temporizzate, riuso delle acque grigie).
  4. Di che materiali sono fatte le strutture? Tela, legno certificato e materiali riciclabili sono un buon segno; plastica e cemento sparsi nell'area, meno.
  5. Con quali fornitori lavorate? Colazione e cucina con prodotti locali riducono trasporti e sostengono il territorio.
  6. Come arrivo senza auto? Una struttura attenta alla mobilità indica treni, navette o percorsi a piedi e in bici.

Se una struttura risponde in modo vago a due o più domande, trattala con cautela: è il segnale più semplice di greenwashing. Per scegliere una destinazione dopo aver controllato questi punti, parti dalle guide a Toscana, Sardegna, Calabria o Puglia.

Fonti

Market.us News, Glamping Statistics and Facts (2026) — GlobeNewswire, North America Glamping Market Trends Analysis Report 2026-2033, maggio 2026.

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